Pierluigi Bissa (a sinistra) insieme a Daniele Frignani
Il tradizionale incontro con la stampa specializzata per gli auguri di Natale segna, ormai d’abitudine, l’ingresso ufficiale del club bolognese nella stagione successiva. L’appuntamento è domani per un aperitivo-brunch, a cui non si sa chi ci sarà: il presidente Bissa è in quarantena, il “diesse” Mura ieri era messo peggio.
Il primo dirigente però lo abbiamo voluto sentire, dopo un anno senza vincere nulla (e non succedeva dal 2011), fra campionato e Coppa Campioni. Ci ha detto sostanzialmente che è ancora presto per sapere cosa bolle veramente in pentola a Bologna.
E’ da un po’ che si è capito che in biancoblù nel 2022 non ci sarà Erikson Leonora, cambio alla pari con il ritorno all’esterno Gilmer Lampe (dall’ L&D Amsterdam campione d’Olanda), “ritorno importante, a livello di spogliatoio, che forse è quello che è mancato l’anno scorso”, ci ha detto Bissa.
Che poi ha continuato: “I tifosi vorrebbero una squadra che non perde da nessuno, ma non si può vincere sempre, e da dirigente bisogna che dica che tutto quel che genera interesse è quel che a noi serve. Un Grosseto che dovesse giocare per i primi i posti, così come un Rimini (anche di Zangheri ce n’è stato uno, e difficilmente ce ne sarà un altro, e difficilmente oggi è un modello che sia possibile seguire).”
“Noi ci consideriamo una società solida, con un programma che guarda avanti. Le nostre scelte sono orientate verso il futuro, e sostenibili, fra F-Lab e accordo con l’Università. Inoltre stiamo cercando di creare un Falchi ‘aperto’ sette giorni su sette, campo di gioco e ristorazione, pranzo e cena vista campo”.
“Il campionato 2022 è meglio di quello dell’anno scorso, anche se era cosa facile. La federazione sostanzialmente ha accolto quanto messo sul piatto dalla commissione di cui anch’io ho fatto parte, ma quando devi gestire esigenze così diverse… Ci sono due macroaree: una è quella di chi punta allo scudetto, ma anche qui con dei distinguo, perché magari non su tre partite oppure i sette inning invece che nove, e l’altra che non vuol giocare in agosto perché “bisogna andare in ferie”. Dobbiamo cercar di far crescere tutti.”
“Noi come Fortitudo stiamo cercando di creare uno zoccolo duro per gli anni a venire: Dobboletta, Bertossi, Liberatore, Agretti”. Ci sarà sicuramente – a quanto si sente dire – Rivero. E Mura si sta muovendo su diversi fronti. Per Van Gurp c’è un no, a quanto pare reciproco. Leonora probabile che prenda altre strade, non considerato una pedina ferma peraltro dalla Fortitudo: “non è nelle nostre priorità”.
This post was published on 9 Dicembre 2021 22:16
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