Il problema vero non è dove va Pillisio, che oggi ha – più o meno – annunciato di aver chiuso con Rimini. A Nettuno, oppure da nessuna parte? Interessa poco in realtà, passato il momento del colpo su Facebook.
La vera, giusta, domanda – e ce la faceva oggi uno che nel baseball italiano è “molto” dentro – è dove va adesso il Rimini Baseball. Cosa farà Pillisio sì, ma “del” Rimini Baseball. E come rischia di essere il prossimo campionato?
Pillisio ha dato i suoi di numeri nel gruppo Facebook “Il bar del baseball”, qualcuno ne dà altri, ma neppure questo è il punto. E senza stare ad ascoltare certe chiacchiere, che potrebbero essere sul serio da bar, come essere vere.
Il dato da cui partire è che non basta dire “la mia avventura al Rimini Baseball è finita”. La società romagnola, a quanto ci pare di aver inteso, è “di Pillisio”, al cento per cento. Lui l’ha iscritta ai campionati, a suo nome è andato alle riunioni in vista del prossimo campionato, non mancando di sparare anche qua e là proclami. Lui ha deciso – presumibilmente, o almeno sottoscritto – le iscrizioni, i rinnovi dei tesseramenti, e quanto d’altro. Pensiamo anche i contratti con i nuovi acquisti: Habeck, Vasquez, Ozanic, Alvarez.
Che intenzioni ha in proposito l’ “ex” patron, a questo punto tanto di Rimini come è stato di Novara? Di far fare al club adriatico, con tanta storia dietro, la fine dei piemontesi?
Abbiamo provato a telefonargli più volte oggi (e avevamo pure un appuntamento da ieri con lui) ma ai suoi cellulari è impossibile parlargli.
Può essere tutto, a questo mondo, ma di certo per uno che vorrebbe essere il prossimo presidente federale non è il massimo.
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